Andrea Guerrieri – Foto Yuri Serafini
GUERRIERI E CARBONI VINCONO ALL’ESORDIO A OLBIA
IN SARDEGNA C’È ANCHE COACH HANESCU, EX N.26 ATP
“SINNER E ALCARAZ? NON SO SE HANNO LA FAME DEI BIG 3”
Scocca il momento del tabellone principale all’Olbia Challenger. Dopo la conclusione delle qualificazioni nella prima parte di giornata, sono stati Andrea Guerrieri e Lorenzo Carboni i primi due azzurri a scendere in campo sulla Cloto Arena per l’esordio nel Challenger 125 organizzato da MEF Tennis Events insieme al Tennis Club Terranova. Il classe 1998 di Correggio, testa di serie numero sei, ha sconfitto Abdullah Shelbayh in appena 67 minuti per 6-2 6-3, mentre il ventenne di Alghero ha beneficiato del ritiro della settima testa di serie Mackenzie McDonald sul risultato di 6-7(5) 6-4 1-0. In Sardegna c’è spazio anche per ex giocatori illustri, oggi divenuti coach. È il caso di Victor Hanescu, ex numero 26 ATP (oggi al seguito di Cezar Cretu) che può vantare numerose sfide contro giocatori del calibro di Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer.
Guerrieri parte col piede giusto a Olbia – Giusto il tempo di prendere confidenza con la Cloto Arena e in poco più di 60 minuti Andrea Guerrieri ha portato a casa la vittoria numero 50 della sua stagione sconfiggendo Abdullah Shelbayh per 6-2 6-3. “Non ho avuto molto tempo per preparare gli incontro, dati gli impegni che ho dovuto onorare con la Serie A italiana, per questo la vittoria oggi fa ancor più piacere – le dichiarazioni a caldo di ‘Guerro’ –. Questa mattina ho svolto un piccolo riscaldamento per provare le condizioni e mi sono trovato bene sin da subito. Tutti mi hanno parlato bene di Olbia e del torneo, sono felice di poter confermare le impressioni dei miei colleghi perché qui si sta molto bene. Ho approcciato la partita nel modo corretto, spingendo in da subito, e sono soddisfatto del livello”.
Tre trionfi nell’arco del 2026, tra cui il primo trofeo Challenger della carriera sollevato a Roma, e le qualificazioni dello US Open superate con successo. L’anno del ventisettenne di Correggio è stato superlativo e adesso subentra anche una gestione delle energie: “Ho giocato un alto numero di tornei e quindi non possiamo che essere felici, però è vero che dall’altra parte comincia a farsi sentire un po’ di stanchezza. Adesso stiamo cercando di gestire gli ultimi tornei prima della preparazione invernale, ma sta andando tutto al meglio e quindi stiamo continuando a spingere”.
Tra le ottime soddisfazioni del suo 2026, Guerrieri non dimenticherà senz’altro l’esordio nel tabellone principale di uno Slam. Soltanto poche settimane fa allo US Open è riuscito a passare le qualificazioni prima di perdere al primo turno del main draw contro Alex de Minaur: “A Flushing Meadows ho vissuto due settimane fantastiche. Sono partito bene sin dal primo turno di qualificazioni e poi ho continuato a esprimere un buon tennis fino al main draw. Con De Minaur è stata una sfida interessante che ho chiuso in crescendo, sicuramente ho potuto raccogliere tante informazioni utili. È stata un’esperienza veramente importante per la mia carriera”.
Carboni supera McDonald all’esordio – L’Olbia Challenger si conferma un evento speciale per Lorenzo Carboni. Dopo essere stato omaggiato di una wild card da parte del torneo, il classe 2006 di Alghero ha lottato contro Mackenzie McDonald per quasi due ore prima di beneficiare del ritiro dello statunitense, ex numero 37 ATP, all’alba del terzo set: “Questo è un posto speciale per me e negli ultimi tre anni ho disputato partite bellissime – il racconto di Carboni –. Vincere contro Mackenzie è stata un emozione, so che è un giocatore di un livello straordinario. Si è ritirato in un momento in cui ero abbastanza teso nel terzo parziale e devo dire che ho provato un senso di liberazione, anche se vincere così non è mai bello. Il mio 2026? Un anno di alti e bassi dove ci sono state tante partite comunque positive. Un risultato come oggi, con il pubblico che mi ha spinto fino alla fine, mi dà grande fiducia sia per il torneo che per il futuro”.
I racconti di Hanescu e le sfide con Djokovic, Nadal e Federer – All’Olbia Challenger ci sono personalità di spicco anche all’esterno del terreno di gioco. È il caso del romeno Victor Hanescu, ex numero 26 ATP capace di raggiungere i quarti di finale del Roland Garros nel 2005 e di vincere l’ATP 250 di Gstaad nel 2008. In Sardegna, l’allenatore classe 1981 è al fianco di Cezar Cretu, il quale fa base fissa da sei anni proprio nella sua accademia di Bucarest. “Essere qui è un piacere, si tratta di un posto bellissimo e gli standard che propone il torneo sono eccezionali – le parole di Hanescu –. Sono sei anni che lavoro con Cezar e penso che sia migliorato molto. Qualche settimana fa ha vinto il primo Challenger della carriera ad Augusta a testimonianza dei progressi fatti; il grande obiettivo è entrare in Top 100”.
Il coach di Bucarest si è ritrovato a competere nel mezzo dell’era dei Big Three dominata da Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer. Sono perciò numerose le sfide con le tre leggende della storia del tennis: “Penso che l’aspetto impressionante fosse proprio la costanza. Oggi, nelle fasi finali degli Slam, abbiamo diversi giocatori giovani che si alternano tra di loro. La mia impressione su quell’epoca è che fosse semplicemente impossibile giocare la semifinale di un Major perché i posti che contavano venivano sempre occupati da loro tre e da Andy Murray che riusciva a inserirsi spesso. Affrontarli era un’esperienza estrema, avevano delle caratteristiche uniche. I quarti del Roland Garros 2005? Giocai il miglior tennis della mia carriera e poi affrontai Roger, ma forse non credetti mai fino in fondo di poter vincere quel match. Rimane comunque il miglior risultato che abbia mai raggiunto e ovviamente avrà sempre un posto speciale nel mio cuore”.
E sul paragone con Sinner e Alcaraz, Hanescu ha pochi dubbi: “La differenza principale tra le due ere è la costanza. Da un certo punto di vista capisco Jannik e Carlos, perché nonostante la giovane età hanno già vinto diversi tornei importanti. Forse non hanno gli stessi obiettivi, magari non c’è l’ambizione di vincere così tanto come è capitato ai Big Three. Sono contenti di stare in campo e di giocare bene a tennis e per loro sembra essere sufficiente. Un altro Slam per Nole? Mi impressiona perché riesce a mantenere un livello di tennis ancora molto alto. Ora come ora penso sia difficile che possa tornare a vincere un Major, ma senz’altro si diverte a competere e sembra anche in un buono stato di forma”.
